Il sistema infrastrutturale |
La principali arterie di collegamento con l’area sono la Autostrada Palermo-Mazzara del Vallo A 29 e la panoramica S.S. 113. I centri dell’area sono serviti rispettivamente dagli svincoli autostradali che vanno da Isola delle Femmine-Capaci a Balestrate |
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Territorio |
L’ambito qui considerato della Costiera Occidentale Partinicese è esteso Kmq: 775, essendo composto dai seguenti ambiti comunali, omogenei dal punto di vista dei caratteri qui definiti:
Balestrate, Borgetto, Capaci, Carini, Cinisi, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Partinico, Terrasini, Torretta, Trappeto, Ustica |
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| La storia e la cultura |
Sin da epoca preistorica, la piana di Partinico è stata frequentata dall'uomo, come dimostrano i numerosi strumenti litici rinvenuti in diverse località e conservati nel Museo Civico di Partinico.
In epoca protostorica invece (XIII-X sec.a.C.) la piana ha visto fiorire un regno sicano, con le città di Inico (Calatubo), Camico (Monte Bonifato), Crastos (Monte Palamita), Iccara (Monte D'Oro).
Le due città di Inico e Camico vengono ripetutamente menzionate dalle fonti storiche come appartenenti alla dominazione agrigentina, fino alla conquista romana (III-IV sec. a.C.) che determinò, oltre alla loro scomparsa, la formazione del nuovo nome "Parthenicum".
Durante il regno di Caracalla infatti (III sec. d.C) Parthenicum viene citato nel cosidetto Itinerarium Antonini Augusti, e nello stesso viene collocato lungo il percorso Panormo-Drepano che "per marittima loca" collegava Hyccara "ad Aquas Segestanas".
Parthenicum era una stazione di sosta, posta probabilemente in contrada Sirignano, ove nel secolo scorso sono stati rinvenuti i resti di una sontuosa villa romana, lungo la via che da Panormo, passando per Madonna del Ponte, portava alle "Acque Segestane sive Pincianae", originariamente chiamate "aquae part-inicenses", poi deformate in "p.incianae": da qui l'origine del nome Partinico, cioè "nella parte di Inico".
Successivamente i centri litorali e della Piana hanno visto la dominazione araba, quella normanna seguendo comunque i destini politici della vicina Palermo.
Altro centro di interesse culturale è certamente Ustica, il cui nome significa relitto di vulcano spento (Ustum = bruciata).
Testimonianze culturali dell’area:
Musei
Musei etnografici
Scavi, Siti e Complessi Archeologici |
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Le attività produttive |
Le attività antropiche prevalenti sono costituite dall’industria alimentare pertanto quella legata all’agricoltura, dal turismo e dalla pesca.
La superficie agricola utilizzata è di circa Ha 7.000, pari al 3% dell’intera provincia di Palermo con prevalente indirizzo vitivinicolo (Ha 2.000) seguito da quelli oleicolo (Ha 1.500), agrumicolo (Ha 1.000) e orto-frutticolo (Ha 600).
Trattasi pertanto di ordinamenti più intensivi rispetto a quelli dell’intera Provincia, caratterizzata da un economia collinare-montana.
Nell’ordine di incidenza le filiere rappresentate sono: la vitivinicola, l’oleicola, l’agrumicola, la frutticola e l’orticola.
Più che dal punto di vista quantitativo, il ricco paniere agro-alimentare di qualità delle Costa occidentale partinicese è caratterizzato dalla D.O.C. Bianco d’Alcamo e dall’ I.G.T. Sicilia, dall’olio d’oliva D.O.P. Val di Mazara, dagli agrumi Mandarino Tardivo di Ciaculli (IGP in corso), dal Limone Femminello (IGP in corso), dal Mandarino Avana, dalla cui mutazione gemmaria derivò il ben più famoso Tardivo di Ciaculli, dal Melone d’inverno giallo “Cartucciaru” e verde “Purceddu” e dalla Lenticchia di Ustica che è pure presidio Slow Food.
Interessante, dal punto di vista di un’agricoltura industriale, è la produzione peschicola della Piana partinicese che si avvantaggia dell’irrigazione del lago Poma realizzato dall’Ente di Sviluppo Agricolo. Trattasi di varietà di pesche precoci a polpa gialla con destinazione industriale.
Il turismo convenzionale interessa, specialmente nel periodo estivo il tratto che va dal Isola delle Femmine fino a Balestrate, passando da Capaci, Terrasini e Trappeto. Ad Isola delle Femmine, oltre il tradizionale turismo marino, è da segnalare la presenza dell’Osservatorio Astronomico Polaris.
All’interno del comprensorio considerato, il maggior polo di attrazione turistica è avviato su Ustica, collegata con Palermo da traghetti ed aliscafi.
Il turismo non convenzionale dell’area è canalizzato sui particolari ambienti incontaminati non di rado bagnati dal mare. Tale turismo trova ospitalità in diversi complessi agrituristici .
Il compartimento marittimo di Palermo fornisce il cosiddetto “pane di mare” ossia il prezioso pesce azzurro, che si è meritato questo appellativo per la colorazione dorsale blu scuro e ventrale argentea. Pesci abbondanti nel mare e decisamente economici come aguglia, alaccia, alice, pesce sciabola, sardina, sgombro, suro o sugarello. Per azzurro si possono considerare anche altri pesci che per dimensione e forme non hanno nulla in comune con gli azzurri più conosciuti, tra i quali troviamo alalunga, alletterato o tonnetto, il biso, la lampuga o pesce capone, la palamita, il pesce spada e il tonno.
L’economia della pesca è incentrata nei centri di Isola delle Femmine, Trappeto e Terrasini e non si limita alla semplice cattura e vendita di questo prezioso alimento ma anche alla sua lavorazione artigianale con il metodo della conserva ittica sotto sale e sotto olio di alici, sardine, sarde, sgombri, etc. e patè vari.
Le attività artigianali ed industriali sono per lo più legate al ruolo trainante dell’agricoltura (cantine sociali e private, distillerie, conserve alimentari, conserve ittiche, dolcerie, etc.) che si sviluppano a Partinico e nell’area industriale di Carini ove sono allocate imprese di natura diversa (elettronica, materie plastiche, impianti irrigui, elettrotecnica, etc.); di interesse sono le attività artigianali legate alla lavorazione del legno a Torretta..
Le aziende agro-alimentari di “qualità”
Feste e sagre
Calendario
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